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Pistacia terebinthus
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Il mwcwterebinto (mwdamwdqPistacia terebinthus mwdgmwdwL., 1753) è un arbusto spontaneo e mweadioico appartenente alla mweqfamiglia delle mwegAnacardiacee.cite-ref-powo-1-0[1]
Contents
• Utilizzo
• Note
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Descrizione
Il terebinto è un mwggcespuglio o piccolo mwgwalbero alto fino a 5-6 metri, è mwhacaducifoglio e mwhqlatifoglia.
Le mwhwfoglie sono imparipennate, composte generalmente di 9 foglioline alterne, ovato-oblunghe o più raramente lanceolate, caduche, glabre, mucronate all'apice, ed emanano un odore resinoso.
I mwiqfiori sono dioici, privi della corolla, hanno carattere lasso all'apice dei rami e sono formati da grappoli composti in una pannocchia piramidale, a sua volta ramosa, di colore rossastro, con rachide assottigliata verso l'alto e pedicelli più corti del fiore. I fiori maschili hanno il calice diviso in 5 lacinie lanceolate e acute, 5 stami opposti ai sepali più lunghi del calice, filamenti cortissimi e antere grosse; quelli femminili hanno 3 carpelli saldati, supero rosso con 3 stili, e tre stimmi. Sbocciano tra aprile e luglio. Ci sono alberi con solo fiori maschili e con solo fiori femminili.
Le mwkwradici sono sviluppate, penetrano in profondità nel terreno, e riescono ad inserirsi nelle fessure delle rocce, spaccandole, permettendo alla pianta un'elevata resistenza al gelo e alla siccità. Per questa sua caratteristica, viene denominato in Italia "spaccasasso".
Distribuzione e habitat
È diffuso su tutte le sponde del Mediterraneo, compresi i paesi del Nord Africa e del mwlgMedio Oriente, arrivando fino ai confini occidentali dell'mwlwIndia. In mwmaPalestina vegeta una varietà autoctona, nata da un ibrido spontaneo con il mwmqlentisco.
In mwmwItalia si trova in tutte le regioni del piano mediterraneo e submontano, comprese le isole; è rara al nord. Presente specialmente sulle coste, cresce sui pendii e nelle fessure di rupi calcaree e aride, fino a 1000 metri di altitudine, all'interno di boschi termofili. In mwnaSardegna nel comune di mwnqUlassai in mwngOgliastra è presente il terebinto più grande in Italia, è alto più di 9 metri con una circonferenza di 2,10 metri.
Coltivazione
Il terebinto è utilizzato come mwoqporta-innesti per la coltivazione del mwogpistacchio, formando pistacchieti naturali rinselvatichiti, specie in mwowSicilia.
Viene coltivato anche a scopo ornamentale per siepi e giardini, grazie alla voluminosa fruttificazione colorata. Osservato come elemento del paesaggio, il terebinto per molti mesi l'anno arricchisce il panorama con le sue fronde lucenti, valorizzate da bacche rosa intenso che restano sui rami a lungo.
Utilizzo
Il mwpwlegno è bruno, venato, pesante, compatto e omogeneo; veniva utilizzato per lavori di tornitura perché si presta ad essere levigato.
I grappoli di bacche, conservati sotto mwqqaceto come i mwqgcapperi oppure nel mwqwsale come le mwraolive, venivano considerati il cibo dei poveri ed avevano anche la fama di essere afrodisiaci. Si utilizzano per aromatizzare le carni, per preparare dei particolari tipi di pane, per preparare un liquore cretese chiamato mwrqmwrgtsikoudia; in mwrwTurchia vengono tostati per preparare una bevanda mwsasimile al caffè, mentre l'olio essenziale è impiegato nella fabbricazione di saponi e di prodotti di bellezzacite-ref-2[2].
Le galle, indotte su questa pianta dagli afidi mwtgPemphigus cornicularius e mwuaP. semilunarius, sono fonte di mwugtannini e venivano utilizzate per conciare le pelli.
Anticamente le galle venivano usate in mwvqSpagna per produrre un vino astringente utilizzato per "fortificare le gengive". Recentemente è stato estratto da queste galle un mwvgtriterpene ad azione mwvwantinfiammatoriacite-ref-3[3].
Sia gli mwxqEgizi che i mwxgGreci conoscevano una mwxwresina ottenuta dalla mwyacorteccia del terebinto detta mwyqmwygTrementina di Chio. Dalla fine di luglio fin verso la fine di settembre, nell'isola greca di mwywChio venivano praticati tagli nei tronchi dei vecchi terebinti per raccogliere questa mwzaresina, considerata fino al 1770 un buon balsamo naturale. È sempre stata una delle resine più rare ed è molto ricercata per essere usata contro la mwzqcalcolosi.
Note
cite-note-powo-11. ↑ mwba(mwbqmwbgEN) mwbwmwcaPistacia terebinthus, su mwcqPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mwcgURL consultato il 22 gennaio 2023.
cite-note-22. ↑ mwdgmwdwmweaTerebinto, su mweqactaplantarum.org, Forum Acta Plantarum. mwegURL consultato il 22 maggio 2015 mwew(archiviato dall'mwfaurl originale il 16 marzo 2015).
cite-note-33. ↑ Giner-Larza EM mwgaet al., mwgqAnti-inflammatory triterpenes from mwggPistacia terebinthus mwgwgalls, Planta Med. 2002 Apr;68(4):311-5.mwhaPubMed
Bibliografia
• mwiaSandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
• mwigT.G. Tutin, V.H. Heywood et alii, Flora Europea, Cambridge University Press, 1976, ISBN 0-521-08489-X.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-italianaFabrizio Cortesi, TEREBINTO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefsapere-itterebinto, su sapere.it, De Agostini.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Pistacia terebinthus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Pistacia terebinthus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Pistacia terebinthus, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Pistacia terebinthus, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Pistacia terebinthus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Pistacia terebinthus, su Lista rossa IUCN.